CONFERENZA STAMPA ALL’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA ALLA “FORTIS”
Ogni artista interpreta in modo ideale la realtà che lo circonda, usando metafore formali che possano entrare in dialogo con la società sua contemporanea.
Infatti quel che mi interessa comunicare attualmente è un tipo di messaggio che sia legato al periodo storico in cui viviamo.
Facendo un’analisi dell’attuale società ritengo che oggi con la diffusione capillare delle informazioni visive offerte dai Media e la ripetizione acritica delle notizie che assumono valenze deformanti si crea una realtà parallela che come nei miraggi ci fa vedere anche quello che non esiste. E’ necessario anche sommare gli effetti della frammentazione delle immagini e la loro non logica disposizione che comporta un certo disagio in chi guarda.
Credo che la deformazione della realtà così come ci viene proposta sia quasi giunta ai limiti del sopportabile e solo il cervello umano riesce a raccapezzarsi in un tale caos.
La nostra civiltà e parlo di quella dopo l’avvento della televisione ha trasformato tutti gli usi ed i comportamenti delle persone. La differenza è stata grandissima ed ora con l’informatica che si sta evolvendo ulteriormente non sappiamo dove andremo a finire.
Il grande sviluppo dei Media ha inciso profondamente sui comportamenti e sul modo di vivere delle persone; e se da un lato la velocità di trasmissione delle idee e delle immagini va considerata come una conquista epocale dall’altro ha diminuito i contatti personali e la critica collettiva. Il risultato è che le notizie si propagano in modo quasi istantaneo e vengono percepite contemporaneamente da tutti; ciò fa sì che le persone non trasmettano più le notizie (cosa che non è più necessaria) ma bensì il loro commento.
Questo diverso modo di affrontare la realtà, senza il filtro del tempo comporta molti rischi deformanti senza contare le eventuali manipolazioni che hanno subito le notizie alla loro origine. Il vero problema è il tempo di trasmissione che causa la contemporaneità dei messaggi.
Per concludere questa premessa è utile rilevare che una massa contraddittoria di notizie ci informa in modo confuso e ambiguo deformando molto spesso la realtà. Ciò mi ha indotto rappresentare la realtà con opere dalle stesse caratteristiche. In questo contesto mi è sembrato utile sottolineare come sia importante nella vita e nell’arte della scultura, accostare cose diverse ma in un modo tale che da esse scaturisca un senso di armonia generale in particolare con le cose circostanti.
I miei vetri che alterano la realtà, la riflettono con il cambiare della luce in una dinamica sempre attiva, esaltano la mobilità dei riflessi lampeggianti che suggeriscono la sua forma reale. Uso un vetro non edonistico bensì un vetro industriale di quello che si usa nell’architettura di oggi.
In oltre il vetro è una sorte di anti materia, è un mezzo fatastico per scoprire i sogni; è bello limpido e schietto. E’ realtà e miraggio insieme , è luce, è magia, è….è anche deformazione. Il vetro è stato una suggestiva risorsa per realizzare certi miei intenti espressivi, occupa la mia attenzione dalla fine degli anni ’70 mentre attendevo alle scatole della memoria. Ora con i vetri curvati che sto producendo dagli anni ’90 posso definire delle forme in un mezzo quasi trasparente che lascia filtrare la realtà retrostante deformando e riflettendo ciò che si trova dal lato dello spettatore. Il rapporto dialettico che si instaura con i supporti metallici anche essi SCULTURA diventa significante in quanto si instaurano due diversi tipi di ritmo nella stessa opera come succede in musica ove le melodie si intrecciano interpretate dagli stessi strumenti che contribuiscono all’accordo finale.
L’accostamento dei materiali, che presentano fra l’altro valenze simboliche di segno opposto e complementare: “il femminile” del vetro (duttilità e vaghezza) e il maschile (rigidezza e stabilità) intende affermare l’affinità costruttiva dal momento che entrambe nascono da un rapporto fondamentale di sabbia silicea, (seme) ideale che li accomuna.
Le opere che qui ho esposto rappresentano metafore ispirate a temi semplici che quasi come in un gioco ci portano in un'altra dimensione che è quella della fantasia; cito per tutte l’opera “cielo e terra” che si può quasi dividere in due parti: una in basso ove i materiali in ferro si contorgono e si attorcigliano e una parte alta di solo vetri appena scalfiti più sognante e lirica, con i significati che possiamo immaginare.
La dialettica dei materiali quali il ferro,la ghisa, il piombo, il rame, l’acciaio inox e il vetro si realizza con materiali semanticamente diversi ma alla base simili e primari che provengono dalla fusione di sabbie naturali. La percezione di queste opere deve esaltare l’armonia che si può instaurare con l’architettura circostante. Pertanto una PROPOSTA e non una PROTESTA.
Giancarlo Marchese